Approfondimenti giuridici

L'Usura nei contratti di mutuo bancario

a cura di:
Michele Ragone

A norma dell’art. 644 cod. pen., il delitto di usura si perfeziona in tutti i casi in cui siano pattuiti interessi superiori al limite di legge, ovvero al cosiddetto “tasso soglia usura” che viene fissato, con cadenza periodica, dal Ministero dell’Economia; gli interessi che travalichino siffatto limite dovranno presumersi, dunque, sempre usurari.

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L'Usura nei contratti di mutuo bancario

a cura di:
Michele Ragone

Come ogni cittadino ben sa, gli istituti di credito svolgono, nel nostro mercato, una funzione di indubbio rilievo ed importanza, in particolare sotto il profilo della raccolta del risparmio, della gestione delle operazioni di investimento e, soprattutto, dell’erogazione del credito in favore dei privati e delle piccole e medie imprese, consentendo agli stessi di disporre delle risorse necessarie alla realizzazione dei propri diversi progetti, sia in ambito privato che professionale. Lo strumento civilistico tradizionalmente utilizzato per concretizzare l’erogazione del credito è, senza dubbio, il contratto di mutuo.

Il contratto di mutuo: che cosa è

Occorre premettere, in linea generale, che il mutuo è, a norma dell’art. 1813 cod. civ., il “contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità”, sicché, come ben si comprende, gli elementi peculiari che caratterizzano il contratto consistono, da un lato,

- nell’obbligo del mutuante di concedere il denaro od il diverso bene oggetto della pattuizione, cui corrisponde, dall’altro canto, - l’obbligo del mutuatario, ossia di colui che beneficia del mutuo, di restituire quanto ricevuto entro i termini e nelle modalità contrattualmente previsti.

Fattispecie analoga al mutuo, assai ricorrente nella prassi bancaria, è il cosiddetto mutuo fondiario, disciplinato e previsto dall’art. 38 del testo unico di riferimento (Testo Unico Bancario, in gergo tecnico indicato come TUB[1]), in virtù del quale il credito fondiario consiste nella “concessione, da parte di banche, di finanziamenti a medio e lungo termine garantiti da ipoteca di primo grado su immobili”, configurandosi, in tal modo, un finanziamento in cui elemento principale è l’iscrizione di ipoteca di primo grado su immobili di proprietà del beneficiario.

Entriamo nel dettaglio di alcuni profili di maggior interesse per gli utenti bancari

Tralasciando i molteplici e spesso controversi profili, sia formali che sostanziali, che interessano le fattispecie indicate, sarà utile, in questa sede, concentrare l’attenzione sugli aspetti più prettamente pratici e, dunque, di maggiore interesse per gli ordinari utenti bancari.

Non può trascurarsi, a tal proposito, che uno dei temi che più interessa ed occupa le aule di giustizia riguarda l’accertamento della presenza dell’usura nel contratto di mutuo o di finanziamento, atteso che, contrariamente a quanto si possa comunemente immaginare, il fenomeno viene accertato con notevole frequenza nell’alveo dei rapporti con gli istituti di credito.

Facciamo chiarezza: in cosa consiste l’usura.

Occorrerà, al fine di poter trattare in modo efficace e comprensibile il tema in esame, prendere le mosse da alcuni concetti preliminari, utili a fornire la necessaria chiarezza in materia.

Segnatamente, a norma dell’art. 644 cod. pen., il delitto di usura si perfeziona in tutti i casi in cui siano pattuiti interessi superiori al limite di legge, ovvero al cosiddetto “tasso soglia usura” che viene fissato, con cadenza periodica, dal Ministero dell’Economia[2]; gli interessi che travalichino siffatto limite dovranno presumersi, dunque, sempre usurari.

Quale voce andrà in concreto raffrontata al tasso soglia al fine di accertare la sussistenza dell’usura? Come deve essere effettuata, in concreto, l’operazione di calcolo?

Come è facile intuire, la complessità della materia richiede che le operazioni di raffronto siano individuate ed eseguite in modo corretto, onde procedere con la necessaria accortezza.

Più in dettaglio, ad essere confrontato con il tasso soglia non sarà il TAN (Tasso Annuo Nominale), vale a dire il tasso di interesse puro applicato al finanziamento ma, piuttosto, il TEG (Tasso Effettivo Globale); è quest’ultimo, difatti, a fornire la rappresentazione numerica del costo complessivo del finanziamento poiché comprende non soltanto gli interessi ma, anche, tutte le ulteriori voci di costo che siano collegate, a qualsiasi titolo, all’erogazione del credito.

E’con tale indice, difatti, che potremo avere contezza del costo effettivo e globale dell’operazione creditizia ed è questo che andrà, pertanto, raffrontato al tasso soglia.

Alla luce di queste considerazioni, appare chiaro che è proprio sull'individuazione delle concrete voci da includersi nel TEG che si registrano le più frequenti controversie giudiziali, giacché, come è agevole intuire, escludendo alcune voci, la misura del TEG si abbasserà e sarà più facile il contenimento entro i limiti di legge, mentre, con l’operazione inversa, sarà più probabile raggiungere ed eventualmente travalicare il tasso soglia.

Un caso particolare, di forte impatto nel calcolo del TEG: gli interessi moratori

Particolarmente dibattuta è la questione relativa all’inclusione o meno nel TEG dei cosiddetti interessi moratori, ovvero gli interessi contrattualmente previsti per l’ipotesi in cui il beneficiario del mutuo ometta di pagare una o più rate, fissando una sorta di liquidazione preventiva del danno derivante dal ritardo nel pagamento.

Come avviene, in concreto, l’individuazione di tale tasso di mora?

Chiunque abbia avuto modo di contrarre un finanziamento con un istituto di credito, potrà agevolmente notare, attraverso la semplice lettura del contratto, che, solitamente, il tasso di mora viene fissato aumentando di alcuni punti percentuale il tasso di interesse corrispettivo, ovvero il tasso relativo agli interessi ordinari pagati quando non vi è alcun ritardo.

E’ facile intuire che tale maggiorazione, comportando un innalzamento del costo complessivo del finanziamento, renda molto più probabile il superamento del tasso soglia.

Come sopra anticipato, però, la rilevanza del tasso di mora ai fini dell’applicabilità della disciplina antiusura non è affatto pacifica, giacché la giurisprudenza si divide, sul punto, tra chi ritiene che tale tasso vada escluso dal calcolo e chi, al contrario reputa che si debba procedere alla inclusione dello stesso nel TEG da raffrontare al tasso soglia.

L'Usura nei contratti di mutuo bancario

a cura di:
Michele Ragone

Come ogni cittadino ben sa, gli istituti di credito svolgono, nel nostro mercato, una funzione di indubbio rilievo ed importanza, in particolare sotto il profilo della raccolta del risparmio, della gestione delle operazioni di investimento e, soprattutto, dell’erogazione del credito in favore dei privati e delle piccole e medie imprese, consentendo agli stessi di disporre delle risorse necessarie alla realizzazione dei propri diversi progetti, sia in ambito privato che professionale. Lo strumento civilistico tradizionalmente utilizzato per concretizzare l’erogazione del credito è, senza dubbio, il contratto di mutuo.


Il contratto di mutuo: che cosa è

Occorre premettere, in linea generale, che il mutuo è, a norma dell’art. 1813 cod. civ., il “contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità”, sicché, come ben si comprende, gli elementi peculiari che caratterizzano il contratto consistono, da un lato,

- nell’obbligo del mutuante di concedere il denaro od il diverso bene oggetto della pattuizione, cui corrisponde, dall’altro canto,
- l’obbligo del mutuatario, ossia di colui che beneficia del mutuo, di restituire quanto ricevuto entro i termini e nelle modalità contrattualmente previsti.


Fattispecie analoga al mutuo, assai ricorrente nella prassi bancaria, è il cosiddetto mutuo fondiario, disciplinato e previsto dall’art. 38 del testo unico di riferimento (Testo Unico Bancario, in gergo tecnico indicato come TUB[1]), in virtù del quale il credito fondiario consiste nella “concessione, da parte di banche, di finanziamenti a medio e lungo termine garantiti da ipoteca di primo grado su immobili”, configurandosi, in tal modo, un finanziamento in cui elemento principale è l’iscrizione di ipoteca di primo grado su immobili di proprietà del beneficiario.

Entriamo nel dettaglio di alcuni profili di maggior interesse per gli utenti bancari

Tralasciando i molteplici e spesso controversi profili, sia formali che sostanziali, che interessano le fattispecie indicate, sarà utile, in questa sede, concentrare l’attenzione sugli aspetti più prettamente pratici e, dunque, di maggiore interesse per gli ordinari utenti bancari.

Non può trascurarsi, a tal proposito, che uno dei temi che più interessa ed occupa le aule di giustizia riguarda l’accertamento della presenza dell’usura nel contratto di mutuo o di finanziamento, atteso che, contrariamente a quanto si possa comunemente immaginare, il fenomeno viene accertato con notevole frequenza nell’alveo dei rapporti con gli istituti di credito.

Facciamo chiarezza: in cosa consiste l’usura.

Occorrerà, al fine di poter trattare in modo efficace e comprensibile il tema in esame, prendere le mosse da alcuni concetti preliminari, utili a fornire la necessaria chiarezza in materia.

Segnatamente, a norma dell’art. 644 cod. pen., il delitto di usura si perfeziona in tutti i casi in cui siano pattuiti interessi superiori al limite di legge, ovvero al cosiddetto “tasso soglia usura” che viene fissato, con cadenza periodica, dal Ministero dell’Economia[2]; gli interessi che travalichino siffatto limite dovranno presumersi, dunque, sempre usurari.

Quale voce andrà in concreto raffrontata al tasso soglia al fine di accertare la sussistenza dell’usura? Come deve essere effettuata, in concreto, l’operazione di calcolo?

Come è facile intuire, la complessità della materia richiede che le operazioni di raffronto siano individuate ed eseguite in modo corretto, onde procedere con la necessaria accortezza.

Più in dettaglio, ad essere confrontato con il tasso soglia non sarà il TAN (Tasso Annuo Nominale), vale a dire il tasso di interesse puro applicato al finanziamento ma, piuttosto, il TEG (Tasso Effettivo Globale); è quest’ultimo, difatti, a fornire la rappresentazione numerica del costo complessivo del finanziamento poiché comprende non soltanto gli interessi ma, anche, tutte le ulteriori voci di costo che siano collegate, a qualsiasi titolo, all’erogazione del credito.

E’con tale indice, difatti, che potremo avere contezza del costo effettivo e globale dell’operazione creditizia ed è questo che andrà, pertanto, raffrontato al tasso soglia.

Alla luce di queste considerazioni, appare chiaro che è proprio sull'individuazione delle concrete voci da includersi nel TEG che si registrano le più frequenti controversie giudiziali, giacché, come è agevole intuire, escludendo alcune voci, la misura del TEG si abbasserà e sarà più facile il contenimento entro i limiti di legge, mentre, con l’operazione inversa, sarà più probabile raggiungere ed eventualmente travalicare il tasso soglia.

Un caso particolare, di forte impatto nel calcolo del TEG: gli interessi moratori

Particolarmente dibattuta è la questione relativa all’inclusione o meno nel TEG dei cosiddetti interessi moratori, ovvero gli interessi contrattualmente previsti per l’ipotesi in cui il beneficiario del mutuo ometta di pagare una o più rate, fissando una sorta di liquidazione preventiva del danno derivante dal ritardo nel pagamento.

Come avviene, in concreto, l’individuazione di tale tasso di mora?

Chiunque abbia avuto modo di contrarre un finanziamento con un istituto di credito, potrà agevolmente notare, attraverso la semplice lettura del contratto, che, solitamente, il tasso di mora viene fissato aumentando di alcuni punti percentuale il tasso di interesse corrispettivo, ovvero il tasso relativo agli interessi ordinari pagati quando non vi è alcun ritardo.

E’ facile intuire che tale maggiorazione, comportando un innalzamento del costo complessivo del finanziamento, renda molto più probabile il superamento del tasso soglia.

Come sopra anticipato, però, la rilevanza del tasso di mora ai fini dell’applicabilità della disciplina antiusura non è affatto pacifica, giacché la giurisprudenza si divide, sul punto, tra chi ritiene che tale tasso vada escluso dal calcolo e chi, al contrario reputa che si debba procedere alla inclusione dello stesso nel TEG da raffrontare al tasso soglia.

Una recente pronuncia sul tema degli interessi moratori della Corte di Cassazione
 
La questione è stata, infatti, oggetto di un recente ed autorevole intervento della Corte di Cassazione in cui si è potuto chiarire che “la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari riguarda sia gli interessi corrispettivi che moratori” (Cass. n. 23192 del 4.10.2017).
 
Nella foto: facciata della Corte di Cassazione. Fonte: http://www.cortedicassazione.it/corte-di-cassazione/it/il_palazzo_di_giustizia.page
Si tratta di una pronuncia di indubbia autorevolezza che indica in modo tanto conciso quanto chiaro quale sia l’interpretazione sposata dalla Suprema Corte che, tra i suoi compiti, ha anche quello di rendere uniforme l’interpretazione del diritto. In ogni caso, non può escludersi che, nonostante l’intervento della Cassazione, si continueranno a registrare posizioni differenti sicché è del tutto arduo, se non impossibile, poter affermare con certezza quale sia l’orientamento dominante.
 
Una strategia di chiarimento dei propri diritti … geolocalizzata!
 
Se si volesse, in qualche modo, superare tali incertezze ed individuare un parametro pratico su cui orientare la propria decisione di agire in giudizio o meno, sarà di estrema importanza stabilire quale sia, in concreto, l’orientamento prevalentemente seguito dal tribunale territorialmente competente a conoscere del singolo caso che ci interessa.
 
Quali sono gli effetti dell’accertamento di usurarietà?
 
Si tratta del resto, di posizioni che non esauriscono la loro portata nella mera teoria giuridica, bensì producono importanti effetti pratici in ordine alla prosecuzione del rapporto con la banca. Laddove, difatti, venga accertata un’ipotesi di usurarietà, la clausola di fissazione degli interessi dovrà considerarsi nulla e non sarà più dovuto, ai sensi dell’art. 1815, comma 2, cod civ., alcun interesse, rendendo, dunque, il mutuo gratuito: <>.
 
In tal caso dovrà, pertanto, procedersi al ricalcolo dei saldi dovuti, imputando alla sola sorte capitale tutte le somme sino a quel momento versate dal mutuatario, dovendosi restituire il solo capitale residuo, sempreché lo stesso non risulti già integralmente versato. Qualora si accerti, inoltre, che le somme versate addirittura superino il capitale, sarà la banca a dover restituire al mutuatario l’eccedenza indebitamente versata ed illegittimamente pretesa. Come si vede, la sanzione prevista dal legislatore comporta effetti particolarmente gravi per gli istituti di credito, prevedendo, al contempo, un importante beneficio in favore del soggetto finanziato che potrà, in tal modo, godere del capitale in modo gratuito, senza l’obbligo di corrispondere alcun interesse.
 
Alcune prime considerazioni conclusive: l’utilità di una perizia econometrica, con un qualificato supporto legale.
 
Da quanto brevemente esaminato, può certamente desumersi che, nonostante le inevitabili incertezze derivanti dalle disomogenee interpretazioni espresse dai diversi tribunali italiani, è sempre utile, laddove vi sia un sospetto di interessi eccessivamente onerosi o, comunque, nei casi in cui ci si trovi in difficoltà con il pagamento delle rate, verificare in concreto la sussistenza dell’eventuale usura, rivolgendosi a soggetti specializzati che sappiano, attraverso un’apposita perizia econometrica, effettuare le necessarie operazioni di calcolo, nonché ad un legale esperto in materia di contenzioso bancario che sappia difenderci dalle pretese illegittime della banca, anche in considerazione dei notevoli vantaggi che, come visto, l’accertamento di usurarietà comporta.
 
Un cordiale saluto
 
Avv. Michele Ragone*
 
*l’avvocato Michele Ragone è competente in materia di diritto bancario e finanziario. Il Professionista ha proprio studio legale in Modugno (Bari), ed eroga on line, verso Clienti che risiedano in tutta Italia, propri servizi di consulenza ed assistenza legale nella predetta materia sulla Piattaforma JusticeLaw OnLine. E' possibile consultare i servizi legali erogati dal Professionista qui: http://bit.ly/2oZpaBA

Di: Michele Ragone | 2018-05-11