L' ABC del Diritto

G, come Gestione Affari Altrui

a cura di:
La Redazione di JL OnLine

Spontanea e consapevole gestione di un affare appartenente ad un terzo, impossibilitato ad occuparsene.

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La Redazione di JL OnLine

La gestione degli affari altrui costituisce una fonte di obblighi giuridici diversa dal contratto e dal fatto illecito, ponendosi così al di fuori dello schema classico dell’attribuzione della responsabilità giuridica. Già conosciuta al mondo del diritto romano essa è stata per lungo tempo inquadrata nella categoria dei quasi-contratti, finché il legislatore fascista non vi ha dato espressa normazione con gli articolo 2028 e successivi del c.c.. La fattispecie si realizza quando un soggetto (chiamato gestore) si occupa degli affari di un altro soggetto (chiamato gestito) senza mandato di questi e purché lo stesso sia nell’impossibilità di occuparsene.

G, come Gestione Affari Altrui

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La Redazione di JL OnLine

La gestione degli affari altrui costituisce una fonte di obblighi giuridici diversa dal contratto e dal fatto illecito, ponendosi così al di fuori dello schema classico dell’attribuzione della responsabilità giuridica. Già conosciuta al mondo del diritto romano essa è stata per lungo tempo inquadrata nella categoria dei quasi-contratti, finché il legislatore fascista non vi ha dato espressa normazione con gli articolo 2028 e successivi del c.c.. La fattispecie si realizza quando un soggetto (chiamato gestore) si occupa degli affari di un altro soggetto (chiamato gestito) senza mandato di questi e purché lo stesso sia nell’impossibilità di occuparsene.

Presupposti

Come detto il soggetto di cui viene gestito l’affare non deve essere in grado di provvedervi da sé. Tale situazione deve essere oggettiva e non solo ritenuta sussistente da parte del gestito; nella prassi può trattarsi di un momento di incapacità fisica, nell’assenza momentanea da luogo dell’affare o da una causa di forza maggiore che gli impedisca di occuparsene.
L’affare deve avere carattere patrimoniale e può consistere sia in un’attività giuridica (si pensi, ad esempio, al contratto stipulato dal vicino con l’idraulico perché ripari un tubo che perde acqua nell’appartamento occupato dal dirimpettaio, assente perché in vacanza) o materiale (come la sostituzione di un lucchetto divelto dai ladri).

Effetti sul gestore

La posizione del gestore è equiparata a quella del mandatario e a lui si applicherà la disciplina , in proposito prevista, dagli articoli 1705- 1707 c.c.. Egli ha pertanto l’obbligo di agire come un buon padre di famiglia, anche se la diligenza dovuta, trattandosi di mandato gratuito, viene valutata con minore rigore.

Inoltre egli dovrà proseguire nella gestione intrapresa sino al momento in cui l’interessato sia in grado di provvedervi autonomamente. In caso di interruzione prematura, il gestore sarà tenuto al risarcimento del danno.

Normalmente la gestione è senza rappresentanza, e in tal senso i suoi effetti ricadono sul gestore e non sul gestito. È però possibile che il gestore dichiari di agire non solo per conto del gestito, ma anche in suo nome: si realizza così un’ipotesi di gestione con rappresentanza.

Effetti sul gestito

Il gestito deve adempiere gli obblighi che scaturiscono dalla gestione e indennizzare il gestore delle spese, non solo quando la gestione gli sia stata utile, ma anche quando non gli abbia portato vantaggi, purché sia stata utilmente iniziata dal gestore. Il gestito può andare esente da tale obbligazione qualora manifesti, prima che la gestione avvenga, la volontà che dell’affare non si occupi alcun altro al di fuori di sé.

Nota della redazione JL On Line: abbiamo raccolto, per comodità di Suo reperimento, le norme menzionate nella presente voce in una bussola giuridica: buona consultazione!

Di: La Redazione di JL OnLine | 2018-06-28