L' ABC del Codice del Terzo Settore

Le Banche del tempo: che cosa sono? Come funzionano? Quali norme?

a cura di:
Valerio Cicchiello

Hai mai sentito parlare della Banca del tempo, sai di cosa si occupa? Ti sei chiesto cosa si debba fare per costituire una associazione che sia Banca del tempo? Si può dar vita al meccanismo della banca del tempo all’interno di un’Associazione che non si sia costituita come tale?

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Le Banche del tempo: che cosa sono? Come funzionano? Quali norme?

a cura di:
Valerio Cicchiello

Vediamo, cercando di fare ricorso ad un linguaggio il meno tecnico possibile, di affrontare temi e quesiti ricorrenti nella vita associativa per dare delle bussole orientative con riferimento al seguente specifico tema.

Le possibili risposte

L’art. 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53 dispone che gli enti locali possono sostenere e promuovere la costituzione di associazioni denominate "banche dei tempi” per:

 favorire lo scambio di servizi di vicinato;

 Øfacilitare l'utilizzo dei servizi della città e il rapporto con le pubbliche amministrazioni;

 Øfavorire l'estensione della solidarietà nelle comunità locali;

 Øincentivare le iniziative di singoli e gruppi di cittadini, associazioni, organizzazioni ed enti che intendano scambiare parte del proprio tempo per impieghi di reciproca solidarietà e interesse.

Lo stesso articolo precisa inoltre che gli enti locali, per favorire e sostenere le banche dei tempi, possono disporre a loro favore l'utilizzo di locali e di servizi e organizzare attività di promozione, formazione e informazione.

Le banche del tempo sono organizzate come istituti di credito in cui le transazioni sono basate sulla circolazione del tempo, anziché del denaro. La più grande differenza è che non si maturano mai interessi né in passivo e né in negativo! L’unico obbligo che si ha è il pareggiamento del conto.

Le banche del tempo, quindi sono libere associazioni tra persone che si auto-organizzano e si scambiano tempo per aiutarsi soprattutto, ma non solo, nelle piccole necessità quotidiane.

Sono luoghi nei quali si recuperano e valorizzano, le sane abitudini, rimaste sotto traccia nella società del consumo e delle transazioni monetarie, di mutuo aiuto, tipiche dei rapporti di buon vicinato. Oppure si estende a persone prima sconosciute l’aiuto abituale che ci si scambia tra appartenenti alla stessa famiglia o ai gruppi di amici (definizione descritta tratta, con rielaborazioni da, qui ).

Ciascun socio, in questo sistema virtuoso mette a disposizione una determinata quantità di tempo per dare, ad un altro socio, una certa competenza.

Le ore date vengono "calcolate" e" accreditate" o "addebitate" nella Banca. Può succedere, così, che non sia la stessa persona a "rimborsarle", ma un'altra.

Da queste definizioni, appare chiaro che gli elementi caratterizzanti una Banca del tempo sono:

 Øl’assente transazione monetaria;

 Øla contabilizzazione delle attività svolte in unità di tempo, al fine di poter accedere, in termini di scambio, ad altre attività/utilità, a propria volta contabilizzate.

La Banca del tempo, in definitiva,  concretizza una particolare modalità di azione sociale, basata sulla reciprocità e fiducia, che consente di rispondere ai bisogni individuali e collettivi che rimangono insoddisfatti, sia perché molti soggetti non dispongono del potere di acquisto per accedere al mercato, sia per l’incapacità del sistema di Welfare di intervenire efficacemente in ambiti come quello dell’ambiente, del rinnovamento urbano, degli spazi pubblici (fonte).

Da quanto detto, emerge con chiarezza che il luogo ideale per costruire una banca de tempo è l’associazione.

Con un’avvertenza, però: l’azione interna della Banca del Tempo, finalizzata a perseguire l’interesse dei propri associati, e l’azione esterna, che mira a realizzare indirettamente il benessere della collettività, anche semplicemente attraverso la promozione dello sviluppo locale, non consentono di accostare le Banche del tempo ad altri enti non profit, come le organizzazioni di volontariato (L.266/91) e le cooperative sociali (L.381/91). Fonte.

 B.   La banca del tempo come soggetto e come metodo

La banca del tempo come soggetto: si è visto che la Banca del tempo assume la veste di una realtà associativa: è quindi un soggetto che promuove e attua quelle particolari finalità che abbiamo provato a descrivere nel paragrafo precedente.

La banca del tempo come metodo: nel nostro ordinamento, tuttavia, vige il principio costituzionale del libero associazionismo secondo cui le Associazioni possono liberamente organizzarsi al proprio interno per perseguire gli obiettivi che ritengono utili.

Per questo è possibile pensare alla Banca del tempo come metodo all’interno di una Associazione che ha i più vari scopi sociali.

In alti termini, anche all’interno di associazioni di varia natura, è possibile immaginare, progettare e sviluppare, un meccanismo secondo cui i singoli associati mettono  a disposizione di altri associati competenze / disponibilità di tempo / capacità per svolgere attività complementari rispetto a quelle istituzionali; in cambio gli associati che ricevono tali prestazioni  - secondo il meccanismo proprio della Banca del tempo - diventano debitori di prestazioni/disponibilità di tempo nei confronti degli associati creditori; si tratterebbe, insomma, di creare e prevedere all’interno dello statuto dell’Associazione un circuito solidaristico – virtuoso tra gli associati, il quale andrebbe a determinare anche un impatto sui costi delle quote di partecipazione ai progetti associativi.

Richiamo, qui, per cenno, quanto detto in altra voce (A, come Atto Costitutivo e Statuto: link): l’importanza di scrivere, ragionando, questi atti, in modo da consentire all’Associazione di poter lecitamente operare, anche in relazione a tale possibile profilo di relazione.

Va tenuto conto che il ruolo dell’Associazione – al più – sarebbe, più propriamente, quello di coordinamento e di impulso del meccanismo solidaristico.

Quando, settimana prossima, tratteggeremo la voce “C, come Compensi e remunerazioni (negli Enti del Terzo Settore)”avremo, confido, più chiaro come la gestione felice del meccanismo della banca del tempo passa anche attraverso una configurazione giuridica rispettosa del divieto del ricorso al sistema dei rimborsi spesa quale forma, vietata, di remunerazione indiretta.

Avv. Valerio Cicchiello*

 *l’avvocato Valerio Cicchiello è competente in materia di diritto del terzo settore. Il professionista ha proprio studio legale in Milano e Bergamo, ed eroga on line, verso clienti che risiedano in tutta Italia, propri servizi di consulenza ed assistenza legale, anche nella predetta materia, sulla Piattaforma JusticeLaw OnLine: è possibile consultare i servizi legali erogati dal Professionista qui.

Le Banche del tempo: che cosa sono? Come funzionano? Quali norme?

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Valerio Cicchiello

Vediamo, cercando di fare ricorso ad un linguaggio il meno tecnico possibile, di affrontare temi e quesiti ricorrenti nella vita associativa per dare delle bussole orientative con riferimento al seguente specifico tema.

Le possibili risposte

L’art. 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53 dispone che gli enti locali possono sostenere e promuovere la costituzione di associazioni denominate "banche dei tempi” per:

 favorire lo scambio di servizi di vicinato;

 Øfacilitare l'utilizzo dei servizi della città e il rapporto con le pubbliche amministrazioni;

 Øfavorire l'estensione della solidarietà nelle comunità locali;

 Øincentivare le iniziative di singoli e gruppi di cittadini, associazioni, organizzazioni ed enti che intendano scambiare parte del proprio tempo per impieghi di reciproca solidarietà e interesse.

Lo stesso articolo precisa inoltre che gli enti locali, per favorire e sostenere le banche dei tempi, possono disporre a loro favore l'utilizzo di locali e di servizi e organizzare attività di promozione, formazione e informazione.

Le banche del tempo sono organizzate come istituti di credito in cui le transazioni sono basate sulla circolazione del tempo, anziché del denaro. La più grande differenza è che non si maturano mai interessi né in passivo e né in negativo! L’unico obbligo che si ha è il pareggiamento del conto.

Le banche del tempo, quindi sono libere associazioni tra persone che si auto-organizzano e si scambiano tempo per aiutarsi soprattutto, ma non solo, nelle piccole necessità quotidiane.

Sono luoghi nei quali si recuperano e valorizzano, le sane abitudini, rimaste sotto traccia nella società del consumo e delle transazioni monetarie, di mutuo aiuto, tipiche dei rapporti di buon vicinato. Oppure si estende a persone prima sconosciute l’aiuto abituale che ci si scambia tra appartenenti alla stessa famiglia o ai gruppi di amici (definizione descritta tratta, con rielaborazioni da, qui ).

Ciascun socio, in questo sistema virtuoso mette a disposizione una determinata quantità di tempo per dare, ad un altro socio, una certa competenza.

Le ore date vengono "calcolate" e" accreditate" o "addebitate" nella Banca. Può succedere, così, che non sia la stessa persona a "rimborsarle", ma un'altra.

Da queste definizioni, appare chiaro che gli elementi caratterizzanti una Banca del tempo sono:

 Øl’assente transazione monetaria;

 Øla contabilizzazione delle attività svolte in unità di tempo, al fine di poter accedere, in termini di scambio, ad altre attività/utilità, a propria volta contabilizzate.

La Banca del tempo, in definitiva,  concretizza una particolare modalità di azione sociale, basata sulla reciprocità e fiducia, che consente di rispondere ai bisogni individuali e collettivi che rimangono insoddisfatti, sia perché molti soggetti non dispongono del potere di acquisto per accedere al mercato, sia per l’incapacità del sistema di Welfare di intervenire efficacemente in ambiti come quello dell’ambiente, del rinnovamento urbano, degli spazi pubblici (fonte).

Da quanto detto, emerge con chiarezza che il luogo ideale per costruire una banca de tempo è l’associazione.

Con un’avvertenza, però: l’azione interna della Banca del Tempo, finalizzata a perseguire l’interesse dei propri associati, e l’azione esterna, che mira a realizzare indirettamente il benessere della collettività, anche semplicemente attraverso la promozione dello sviluppo locale, non consentono di accostare le Banche del tempo ad altri enti non profit, come le organizzazioni di volontariato (L.266/91) e le cooperative sociali (L.381/91). Fonte.

 B.   La banca del tempo come soggetto e come metodo

La banca del tempo come soggetto: si è visto che la Banca del tempo assume la veste di una realtà associativa: è quindi un soggetto che promuove e attua quelle particolari finalità che abbiamo provato a descrivere nel paragrafo precedente.

La banca del tempo come metodo: nel nostro ordinamento, tuttavia, vige il principio costituzionale del libero associazionismo secondo cui le Associazioni possono liberamente organizzarsi al proprio interno per perseguire gli obiettivi che ritengono utili.

Per questo è possibile pensare alla Banca del tempo come metodo all’interno di una Associazione che ha i più vari scopi sociali.

In alti termini, anche all’interno di associazioni di varia natura, è possibile immaginare, progettare e sviluppare, un meccanismo secondo cui i singoli associati mettono  a disposizione di altri associati competenze / disponibilità di tempo / capacità per svolgere attività complementari rispetto a quelle istituzionali; in cambio gli associati che ricevono tali prestazioni  - secondo il meccanismo proprio della Banca del tempo - diventano debitori di prestazioni/disponibilità di tempo nei confronti degli associati creditori; si tratterebbe, insomma, di creare e prevedere all’interno dello statuto dell’Associazione un circuito solidaristico – virtuoso tra gli associati, il quale andrebbe a determinare anche un impatto sui costi delle quote di partecipazione ai progetti associativi.

Richiamo, qui, per cenno, quanto detto in altra voce (A, come Atto Costitutivo e Statuto: link): l’importanza di scrivere, ragionando, questi atti, in modo da consentire all’Associazione di poter lecitamente operare, anche in relazione a tale possibile profilo di relazione.

Va tenuto conto che il ruolo dell’Associazione – al più – sarebbe, più propriamente, quello di coordinamento e di impulso del meccanismo solidaristico.

Quando, settimana prossima, tratteggeremo la voce “C, come Compensi e remunerazioni (negli Enti del Terzo Settore)”avremo, confido, più chiaro come la gestione felice del meccanismo della banca del tempo passa anche attraverso una configurazione giuridica rispettosa del divieto del ricorso al sistema dei rimborsi spesa quale forma, vietata, di remunerazione indiretta.

Avv. Valerio Cicchiello*

 *l’avvocato Valerio Cicchiello è competente in materia di diritto del terzo settore. Il professionista ha proprio studio legale in Milano e Bergamo, ed eroga on line, verso clienti che risiedano in tutta Italia, propri servizi di consulenza ed assistenza legale, anche nella predetta materia, sulla Piattaforma JusticeLaw OnLine: è possibile consultare i servizi legali erogati dal Professionista qui.

Di: Valerio Cicchiello | 2019-04-02