L' ABC del Codice del Terzo Settore

Gli Enti del Terzo Settore: definizione e norme

a cura di:
Valerio Cicchiello

Che cosa si intende per Ente del Terzo Settore? Quali attività deve esercitare una associazione per essere qualificata come Ente del Terzo settore – e quali caratteristiche devono avere le attività esercitate? Se una realtà aggregativa che abbia i requisiti per essere un Ente del Terzo Settore non procede all'iscrizione nel Registro unico previsto per tali Enti, a quale regolamentazione giuridica è soggetta?

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Gli Enti del Terzo Settore: definizione e norme

a cura di:
Valerio Cicchiello

Nel provare a fornire una risposta a queste domande, è necessario tenere di conto della riforma del Codice del terzo settore (d.lgs. 3 luglio 2017, n. 117) che, senza dubbio costituisce una rilevante novità di cui tener conto.

Vediamo allora, cercando di fare ricorso ad un linguaggio il meno tecnico possibile, di affrontare temi e quesiti ricorrenti nella vita associativa per dare delle bussole orientative a tema.

Il decreto legislativo n. 117/2017, denominato Codice del Terzo settore (d’ora in poi, CTS) si pone l’obiettivo di costituire il “punto di riferimento” per tutti gli enti del Terzo settore: ed infatti tutte le norme rilevanti per la costituzione, l’organizzazione e l’attività degli enti del Terzo settore sono concentrate in una sola sede normativa.

Le possibili risposte

Gli enti del Terzo settore sono enti privati che perseguono finalità solidaristiche o di utilità sociale svolgendo una attività fra quelle elencate all’art. 5 del Codice senza scopo di lucro in senso soggettivo (come precisa all’art. 8 CTS), in uno dei quattro diversi modi che il Legislatore individua. Tali modi sono:

“azione volontaria”;

“erogazione gratuita di denaro, beni o servizi”;

“mutualità”;

“produzione o scambio di beni e servizi”, ovverosia – in questo ultimo caso – una organizzazione dell’ente del Terzo settore in una forma imprenditoriale.

A seconda della modalità con la quale l’ente persegue le proprie finalità e svolge le attività, il Codice distingue le organizzazioni di volontariato, le organizzazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le reti associative, le imprese sociali (cui è dedicato un decreto legislativo ad hoc, n. 112 del 2017), le cooperative sociali e, in generale, qualsiasi altro ente privato diverso dalle società commerciali (Gori, 2018).In definitiva, il CTS qualifica gli Enti del terzo settore ricorrendo a due criteri:

1.un criterio soggettivo (risponde alla domanda quali sono gli Enti del Terzo settore?)à l’art. 4 CTS dispone che sono Enti del Terzo settore:   le organizzazioni di volontariato,  le associazioni di promozione sociale,  gli enti filantropici,  le imprese sociali - incluse le cooperative sociali - le reti associative,  le società di mutuo soccorso,  le associazioni, riconosciute o non riconosciute,  le fondazioni.

2.un criterio oggettivo (risponde alla domanda quali attività svolge un Ente del Terzo settore?) à l’art. 5 prevede che gli Enti del terzo settore – diversi dalle Imprese sociali –svolgono in via esclusiva e senza scopo di lucro una delle seguenti attività:

a)  interventi e servizi sociali;

b)  interventi e prestazioni sanitarie;

c)  prestazioni socio-sanitarie;

d)  educazione, istruzione e formazione professionale;

e)  interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al  miglioramento delle condizioni dell'ambiente;

f)  interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio;

g)  formazione universitaria e post-universitaria;

h)  ricerca scientifica  di particolare interesse sociale;

i)  organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative  di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato;

j)  radiodiffusione sonora a carattere comunitario;

k)  organizzazione e gestione di attività turistiche  di interesse sociale, culturale o religioso;

l)  formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa;

m)  servizi strumentali ad enti del Terzo settore  resi da enti composti in misura non inferiore al settanta per cento da enti del Terzo settore;n)  cooperazione allo sviluppo;

o)  attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte  nell'ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale, da intendersi come un rapporto commerciale con un produttore operante in un'area economica svantaggiata, situata, di norma, in un Paese in via di sviluppo, sulla base di un accordo di lunga durata finalizzato a promuovere l'accesso del produttore al mercato e che preveda il pagamento di un prezzo equo, misure di sviluppo in favore del produttore e l'obbligo del produttore di garantire condizioni di lavoro sicure, nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali, in modo da permettere ai lavoratori di condurre un'esistenza libera e dignitosa, e di rispettare i diritti sindacali, nonché' di impegnarsi per il contrasto del lavoro infantile;

p)  servizi finalizzati all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori  e delle persone di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo recante revisione della disciplina in materia di impresa sociale, di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 6 giugno 2016, n. 106;

q)  alloggio sociale, ai sensi del decreto del Ministero delle infrastrutture del 22 aprile 2008, e successive modificazioni, nonché' ogni altra attività di carattere residenziale temporaneo diretta a soddisfare bisogni sociali, sanitari, culturali, formativi o lavorativi;

r)  accoglienza umanitaria ed integrazione sociale dei migranti;

s)  agricoltura sociale, ai sensi dell'articolo 2 della legge 18 agosto 2015, n. 141, e successive modificazioni;

t)  organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche;

u)  beneficenza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o prodotti  di cui alla legge 19 agosto 2016, n. 166, e successive modificazioni,  o erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno di persone svantaggiate  o di attività di interesse generale a norma del presente articolo;

v)  promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza  e della difesa non armata;

w)  promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo,  promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi  di cui all'articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53,  e i gruppi di acquisto solidale  di cui all'articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;

x)  cura di procedure di adozione internazionale  ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184;

y)  protezione civile  ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni;

z)  riqualificazione di beni pubblici  inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Il Cts – sempre all’art. 5 si preoccupa di precisare che tali attività di interesse generale devono essere svolte in conformità alle norme particolari che ne disciplinano l’esercizio.

Quindi un Ente del Terzo settore deve svolgere una delle attività di interesse generale elencate nell’art.5:

In via principale à non deve essere una attività collaterale o strumentale;   Senza scopo di lucro à il fatto di svolgere una delle attività elencate all’art. 5 non basta, occorre che vengano svolte senza scopo di lucro – non ottenendo contributi che vadano oltre i costi effettivi sostenuti [link, voce d – de commercializzazione Enti Terzo settore];   Deve essere svolta in conformità alla normativa particolare dettata per quel determinato settore à la normativa di settore non vene meno, ed anzi è vincolante ai fini della stessa qualifica di ETS, con la conseguenza che un soggetto che non svolga la propria attività in conformità alla normativa di settore non ha diritto ad essere qualificato come ETS.

Non sono enti del Terzo settore le amministrazioni pubbliche; le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche, le associazioni di datori di lavoro, nonché' gli enti sottoposti a direzione e coordinamento o controllati dai suddetti enti, ad esclusione dei soggetti operanti nel settore della protezione civile alla cui disciplina si provvede ai sensi dell'articolo 32, comma 4.

Quindi, gli Enti del terzo settore sono quelli i elencati all’art. 4 che svolgono – in modo esclusivo e senza scopo di lucro– una delle finalità di interesse generale tra quelle elencate all’art. 5 del Codice. Tuttavia, gli Enti del Terzo settore possono svolgere anche attività diverse, purché siano strumentali alla attività principale; in questo caso le attività diverse, ma strumentali alla attività principale anche di natura economica non saranno considerate attività commerciali ai fini fiscali [link alla voce D – de-commercializzazione degli Enti del Terzo settore].

Una precisazione finale: Il Registro Unico

Il CTS consente agli Enti del Terzo settore l’iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore.

L’iscrizione è un onere per gli enti che intendono usufruire delle misure di favore contenute nel Codice, non è un obbligo.

Che cosa succede allora per gli enti che non si iscrivono nel Registro?

Gli enti che, pur avendo tutte le caratteristiche previste, non intendano iscriversi, continueranno ad essere regolati dalle norme di diritto comune (codice civile e disciplina degli enti non commerciali dal punto di vista tributario).

Va, altresì, tenuto conto come le norme di “settore” che attualmente disciplinano le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le ONLUS, sono destinate ad essere abrogate (ancorché in tempi diversi: art. 102 CTS) (Gori, 2018).   Avv. Valerio Cicchiello*  *l’avvocato Valerio Cicchiello è competente in materia di diritto del terzo settore. Il professionista ha proprio[VC1]  studio legale in Milano e Bergamo, ed eroga on line, verso clienti che risiedano in tutta Italia, propri servizi di consulenza ed assistenza legale, anche nella predetta materia, sulla Piattaforma JusticeLaw OnLine: è possibile consultare i servizi legali erogati dal Professionista qui.     

Gli Enti del Terzo Settore: definizione e norme

a cura di:
Valerio Cicchiello

Nel provare a fornire una risposta a queste domande, è necessario tenere di conto della riforma del Codice del terzo settore (d.lgs. 3 luglio 2017, n. 117) che, senza dubbio costituisce una rilevante novità di cui tener conto.


Vediamo allora, cercando di fare ricorso ad un linguaggio il meno tecnico possibile, di affrontare temi e quesiti ricorrenti nella vita associativa per dare delle bussole orientative a tema.


Il decreto legislativo n. 117/2017, denominato Codice del Terzo settore (d’ora in poi, CTS) si pone l’obiettivo di costituire il “punto di riferimento” per tutti gli enti del Terzo settore: ed infatti tutte le norme rilevanti per la costituzione, l’organizzazione e l’attività degli enti del Terzo settore sono concentrate in una sola sede normativa.

Le possibili risposte


Gli enti del Terzo settore sono enti privati che perseguono finalità solidaristiche o di utilità sociale svolgendo una attività fra quelle elencate all’art. 5 del Codice senza scopo di lucro in senso soggettivo (come precisa all’art. 8 CTS), in uno dei quattro diversi modi che il Legislatore individua.
Tali modi sono:


“azione volontaria”;


“erogazione gratuita di denaro, beni o servizi”;


“mutualità”;


“produzione o scambio di beni e servizi”, ovverosia – in questo ultimo caso – una organizzazione dell’ente del Terzo settore in una forma imprenditoriale.


A seconda della modalità con la quale l’ente persegue le proprie finalità e svolge le attività, il Codice distingue le organizzazioni di volontariato, le organizzazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le reti associative, le imprese sociali (cui è dedicato un decreto legislativo ad hoc, n. 112 del 2017), le cooperative sociali e, in generale, qualsiasi altro ente privato diverso dalle società commerciali (Gori, 2018).
In definitiva, il CTS qualifica gli Enti del terzo settore ricorrendo a due criteri:


1.un criterio soggettivo (risponde alla domanda quali sono gli Enti del Terzo settore?)à l’art. 4 CTS dispone che sono Enti del Terzo settore:   le organizzazioni di volontariato,  le associazioni di promozione sociale,  gli enti filantropici,  le imprese sociali - incluse le cooperative sociali - le reti associative,  le società di mutuo soccorso,  le associazioni, riconosciute o non riconosciute,  le fondazioni.


2.un criterio oggettivo (risponde alla domanda quali attività svolge un Ente del Terzo settore?) à l’art. 5 prevede che gli Enti del terzo settore – diversi dalle Imprese sociali –svolgono in via esclusiva e senza scopo di lucro una delle seguenti attività:


a)  interventi e servizi sociali;


b)  interventi e prestazioni sanitarie;


c)  prestazioni socio-sanitarie;


d)  educazione, istruzione e formazione professionale;


e)  interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al  miglioramento delle condizioni dell'ambiente;


f)  interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio;


g)  formazione universitaria e post-universitaria;


h)  ricerca scientifica  di particolare interesse sociale;


i)  organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative  di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato;


j)  radiodiffusione sonora a carattere comunitario;


k)  organizzazione e gestione di attività turistiche  di interesse sociale, culturale o religioso;


l)  formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa;


m)  servizi strumentali ad enti del Terzo settore  resi da enti composti in misura non inferiore al settanta per cento da enti del Terzo settore;
n)  cooperazione allo sviluppo;


o)  attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte  nell'ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale, da intendersi come un rapporto commerciale con un produttore operante in un'area economica svantaggiata, situata, di norma, in un Paese in via di sviluppo, sulla base di un accordo di lunga durata finalizzato a promuovere l'accesso del produttore al mercato e che preveda il pagamento di un prezzo equo, misure di sviluppo in favore del produttore e l'obbligo del produttore di garantire condizioni di lavoro sicure, nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali, in modo da permettere ai lavoratori di condurre un'esistenza libera e dignitosa, e di rispettare i diritti sindacali, nonché' di impegnarsi per il contrasto del lavoro infantile;


p)  servizi finalizzati all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori  e delle persone di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo recante revisione della disciplina in materia di impresa sociale, di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 6 giugno 2016, n. 106;


q)  alloggio sociale, ai sensi del decreto del Ministero delle infrastrutture del 22 aprile 2008, e successive modificazioni, nonché' ogni altra attività di carattere residenziale temporaneo diretta a soddisfare bisogni sociali, sanitari, culturali, formativi o lavorativi;

r)  accoglienza umanitaria ed integrazione sociale dei migranti;


s)  agricoltura sociale, ai sensi dell'articolo 2 della legge 18 agosto 2015, n. 141, e successive modificazioni;


t)  organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche;


u)  beneficenza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o prodotti  di cui alla legge 19 agosto 2016, n. 166, e successive modificazioni,  o erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno di persone svantaggiate  o di attività di interesse generale a norma del presente articolo;


v)  promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza  e della difesa non armata;


w)  promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo,  promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi  di cui all'articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53,  e i gruppi di acquisto solidale  di cui all'articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;


x)  cura di procedure di adozione internazionale  ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184;


y)  protezione civile  ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni;


z)  riqualificazione di beni pubblici  inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.


Il Cts – sempre all’art. 5 si preoccupa di precisare che tali attività di interesse generale devono essere svolte in conformità alle norme particolari che ne disciplinano l’esercizio.


Quindi un Ente del Terzo settore deve svolgere una delle attività di interesse generale elencate nell’art.5:

In via principale à non deve essere una attività collaterale o strumentale;
 
Senza scopo di lucro à il fatto di svolgere una delle attività elencate all’art. 5 non basta, occorre che vengano svolte senza scopo di lucro – non ottenendo contributi che vadano oltre i costi effettivi sostenuti [link, voce d – de commercializzazione Enti Terzo settore];
 
Deve essere svolta in conformità alla normativa particolare dettata per quel determinato settore à la normativa di settore non vene meno, ed anzi è vincolante ai fini della stessa qualifica di ETS, con la conseguenza che un soggetto che non svolga la propria attività in conformità alla normativa di settore non ha diritto ad essere qualificato come ETS.


Non sono enti del Terzo settore le amministrazioni pubbliche; le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche, le associazioni di datori di lavoro, nonché' gli enti sottoposti a direzione e coordinamento o controllati dai suddetti enti, ad esclusione dei soggetti operanti nel settore della protezione civile alla cui disciplina si provvede ai sensi dell'articolo 32, comma 4.


Quindi, gli Enti del terzo settore sono quelli i elencati all’art. 4 che svolgono – in modo esclusivo e senza scopo di lucro– una delle finalità di interesse generale tra quelle elencate all’art. 5 del Codice.
Tuttavia, gli Enti del Terzo settore possono svolgere anche attività diverse, purché siano strumentali alla attività principale; in questo caso le attività diverse, ma strumentali alla attività principale anche di natura economica non saranno considerate attività commerciali ai fini fiscali [link alla voce D – de-commercializzazione degli Enti del Terzo settore].


Una precisazione finale: Il Registro Unico


Il CTS consente agli Enti del Terzo settore l’iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore.


L’iscrizione è un onere per gli enti che intendono usufruire delle misure di favore contenute nel Codice, non è un obbligo.


Che cosa succede allora per gli enti che non si iscrivono nel Registro?


Gli enti che, pur avendo tutte le caratteristiche previste, non intendano iscriversi, continueranno ad essere regolati dalle norme di diritto comune (codice civile e disciplina degli enti non commerciali dal punto di vista tributario).


Va, altresì, tenuto conto come le norme di “settore” che attualmente disciplinano le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le ONLUS, sono destinate ad essere abrogate (ancorché in tempi diversi: art. 102 CTS) (Gori, 2018).
 
Avv. Valerio Cicchiello*
 
*l’avvocato Valerio Cicchiello è competente in materia di diritto del terzo settore. Il professionista ha proprio[VC1]  studio legale in Milano e Bergamo, ed eroga on line, verso clienti che risiedano in tutta Italia, propri servizi di consulenza ed assistenza legale, anche nella predetta materia, sulla Piattaforma JusticeLaw OnLine: è possibile consultare i servizi legali erogati dal Professionista qui
 
 

Di: Valerio Cicchiello | 2019-04-02